Nel nome dello spettro «gender», l'amministrazione leghista di Cerea negherà ogni patrocinio alle associazioni lgbt
Ancora una volta la discriminazione porta il nome di Mario Adinolfi. È infatti il rappresentante del suo partito ad aver presentato una vergognosa mozione che è stata prontamente approvata dall'amministrazione leghista di Cerea (in provincia di Verona) in cui si chiede l'esplicita elusione dai patrocini a qualunque iniziativa promuova il rispetto per la comunità LGBT.
L'offendeva è passata attraverso una riscrittura dell'articolo 8 del regolamento comunale in materia di concessione di patrocinio, sostituendo il precedente testo che chiedeva di evitare l'uso di termini ed espressioni che risultassero direttamente o indirettamente offensivi dell’identità di genere con un nuovo testo che imporrà un'indagine nelle mutande dei cittadini in modo da imporre l'uso del maschile riferito a chiunque abbia un pene e del femminile per chi ha una vagina. Ed ovviamente non è mancato il solito ricorso allo spettro "gender" quale giustificazione alla discriminazione. L'amministrazione sostiene infatti che si tratti di un'iniziativa volta a «negare il patrocinio a eventi promossi da associazioni che sostengono l’ideologia gender».
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Arcigay querela Gandolfini per diffamazione
Bologna, 22 aprile 2016 – Arcigay, nella persona del presidente Flavio Romani, ha querelato per diffamazione Massimo Gandolfini, portavoce del comitato “Difendiamo i nostri figli” e organizzatore del Family Day.
Gandolfini infatti in vari incontri aperti al pubblico, documentati da video pubblicati su YouTube, ha indicato Arcigay come un’associazione che approverebbe, tra le identità di genere, “la pedofilia”. In ognuno dei casi presi in considerazione, il prof. Gandolfini, intervenendo come relatore sul cosiddetto “tema dell’ideologia gender”, dapprima ha mostrato al pubblico una diapositiva intitolata “Sesso e Genere: due concetti non più coincidenti” che riporta in basso “Sesso fluido: 58 generi, valutando tra essi anche la pedofilia”, cui segue il riferimento a un articolo pubblicato lo scorso 4 luglio 2014 da un importante quotidiano nazionale.
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