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A Cerea nessun patrocinio a chi promuove il Gender

Nel nome dello spettro «gender», l'amministrazione leghista di Cerea negherà ogni patrocinio alle associazioni lgbt Ancora una volta la discriminazione porta il nome di Mario Adinolfi. È infatti il rappresentante del suo partito ad aver presentato una vergognosa mozione che è stata prontamente approvata dall'amministrazione leghista di Cerea (in provincia di Verona) in cui si chiede l'esplicita elusione dai patrocini a qualunque iniziativa promuova il rispetto per la comunità LGBT. L'offendeva è passata attraverso una riscrittura dell'articolo 8 del regolamento comunale in materia di concessione di patrocinio, sostituendo il precedente testo che chiedeva di evitare l'uso di termini ed espressioni che risultassero direttamente o indirettamente offensivi dell’identità di genere con un nuovo testo che imporrà un'indagine nelle mutande dei cittadini in modo da imporre l'uso del maschile riferito a chiunque abbia un pene e del femminile per chi ha una vagina. Ed ovviamente non è mancato il solito ricorso allo spettro "gender" quale giustificazione alla discriminazione. L'amministrazione sostiene infatti che si tratti di un'iniziativa volta a «negare il patrocinio a eventi promossi da associazioni che sostengono l’ideologia gender». 

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La follia Anti-gender non ha limiti. La Lombardia colpisce ancora

LOMBARDIA, TELEFONO “ANTIGENDER”. ARCIGAY: “SI FA PROPAGANDA SULLA PELLE DEI RAGAZZI E DELLE RAGAZZE”Bologna, 1 giugno 2016 -“Un provvedimento paradossale, che mentre finge di offrire sostegno alle famiglie in realtà le spaventa con dei fantasmi tutti ideologici e utili solo alla propaganda elettorale”: Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, attacca l’iniziativa della Regione Lombardia che ha introdotto una linea telefonica di supporto, destinata anche alla segnalazione di progetti sulla “teoria gender” nelle scuole. “Il modo più subdolo di fare politica - dice Piazzoni -  è creare problemi, per poi far finta di risolverli: questa è la strategia della Giunta Maroni. L’aggravante è che questo giochetto si faccia sulla pelle dei ragazzi e delle ragazze, su chi cioè è più fragile.